Immagine ottenuta con l’intelligenza artificiale.
Se Milei avrà successo in Argentina, come suggeriscono i primi dati economici, il suo modello potrebbe diventare un punto di riferimento a livello continentale e un esempio da imitare.
di Ricardo Angoso
Il fallimento degli esperimenti populisti di sinistra nel continente, come dimostrato dalle tragedie di Venezuela, Bolivia, Nicaragua, Cile, Perù e Cuba, per citare solo gli esempi più eclatanti, sta disarmando ideologicamente la sinistra, che non ha più argomenti a sostegno delle sue politiche fallimentari. Sta provocando una vera e propria rivoluzione culturale, nel senso che molti principi che si sono rivelati del tutto errati, come la cieca fiducia che lo Stato possa risolvere tutto, vengono messi in discussione.
In questo contesto, e con uno spostamento a destra quasi irreversibile in tutto il continente, visti i risultati delle recenti elezioni a Panama, Bolivia, Ecuador, Argentina ed El Salvador, l’emergere di Javier Milei con un discorso assolutamente innovativo e radicale sulle questioni economiche e un programma ultraliberale, con i suoi appelli all’uso della motosega e a importanti modifiche al settore pubblico, è stato uno shock che ha generato un vero e proprio tsunami nel panorama politico continentale.
Milei è amata, come dimostra il trattamento preferenziale riservato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al presidente argentino, oppure odiata, come il brasiliano Luiz Inácio Lula o il dittatore Nicolás Maduro, ma la sua figura non lascia nessuno indifferente.
Inoltre, a Milei non importa nulla di ciò che la gente pensa di lui, perché non è un uomo che si occupa di pubbliche relazioni o che fa concessioni ai suoi avversari. «Non te ne frega un cazzo di un uomo di sinistra – una persona di sinistra, come si dice in gergo argentino – nemmeno un centimetro», dice Milei dei suoi avversari di sinistra, senza alcun tatto diplomatico o desiderio di farsi degli amici. Milei è puro Milei, prendere o lasciare, punto.
Da dicembre 2023, quando Milei è salito al potere in Argentina, l’economia ha risposto positivamente alla terapia, o meglio, all’elettroshock a cui ha sottoposto questo paziente, un Paese consumato dall’inflazione, dalla povertà, dalla crescita economica zero, dalla corruzione e dallo spreco di beni pubblici in aiuti, sussidi e spese inutili per istituzioni inutili.
COSA HA FATTO MILEI PER AVERE SUCCESSO?
Il quotidiano argentino Infobae, riprendendo diversi resoconti di prestigiosi media internazionali, ha riassunto i risultati ottenuti da Milei nei suoi quasi due anni di mandato come segue: «L’economia argentina è uscita dalla recessione, il PIL è in forte crescita, la povertà sta diminuendo rapidamente, i salari reali stanno aumentando e l’inflazione sta calando completamente. A poco a poco, banche come JP Morgan, BBVA e Commerzbank (e il prestigioso settimanale The Economist) hanno iniziato ad ammettere che le politiche liberali di Milei stanno funzionando, nonostante la situazione ancora molto fragile delle finanze argentine».
Milei ha abbassato le tasse, incoraggiato la creazione di imprese e ridotto le dimensioni dello Stato, eliminando numerosi sussidi parassitari e assistenza sociale nel tentativo di creare un mercato veramente libero, aperto e meno regolamentato.
Milei mira a creare una dinamica che consenta all’economia di svilupparsi senza ostacoli, poiché prima del suo arrivo al potere, non era in grado di generare prosperità, benessere e ricchezza per il popolo argentino. E come ci è riuscita? In soli 20 mesi, il governo ha licenziato oltre 50.000 dipendenti pubblici, chiuso o accorpato più di 100 enti statali, paralizzato i lavori pubblici, tagliato i sussidi all’energia e ai trasporti e persino riportato il bilancio nazionale in attivo.
Se tutti questi cambiamenti si tradurranno in un modello economico argentino in grado di essere un polo per una crescita economica continua, un mercato per gli investimenti e, in definitiva, un Paese credibile in grado di guadagnarsi la fiducia sia dei suoi cittadini che all’estero, Milei avrà avuto successo e il suo approccio alla politica sarà sicuro. Lungo questo percorso, la riduzione della povertà, con oltre il 30% della popolazione argentina che vive in povertà, giocherà un ruolo fondamentale per garantire il pieno successo.
Milei è attualmente sotto osservazione in tutto il continente. Se il suo modello funziona, molti prenderanno spunto dalle ricette che Milei sta applicando in Argentina.
Nazioni completamente fallite e senza speranza, come Venezuela, Colombia, Honduras, Perù e Guatemala, rivolgeranno la loro attenzione alla nuova Argentina che sta risorgendo dalle sue ceneri con forza. Persino il Cile, con una sinistra screditata e in caduta libera, potrebbe guardarsi allo specchio argentino e cambiare rotta. A Buenos Aires non è in gioco solo il destino dell’Argentina, ma forse quello di un intero continente stanco di aspettare in fila per la storia. E Milei, ignara della sua missione storica, potrebbe essere il faro che brilla in questa notte oscura prima di raggiungere un porto sicuro.